Domenica 19 ottobre, 19 soci, tra cui Ginevra e Caterina, le nipotine di Roberta, si sono recati a Sagliano Micca, per trascorrere una giornata con Andrea e Valeria, titolari dell’azienda Cà D’Andrei, produttori di caprini,
Appena arrivati, e prima di cominciare la visita, seduti in cerchio, su sedie appositamente preparate, hanno ascoltato dalla voce di Andrea, la storia della nascita dell’azienda e dell’agriturismo.
Più di venti anni fa, dopo una vacanza in Corsica, dove ha assaggiato dei formaggi di capra, egli è tornato in Italia con il desiderio di produrre quel formaggio, ha acquistato un rudere di casa, le prime capre, e da quel momento è cominciata la sua avventura. La sua arte l’ha imparata strada facendo, animato dalla passione, sperimentando, ma anche frequentando corsi sulla lavorazione del latte crudo, non pastorizzato.
Da subito la sua è stata una produzione biologica, anche se non certificata. Su 23 ettari di terreno, 13 sono utilizzati in attività agricole, come seminativi e pascolo.
Possiede capre bianche Saanen e Camosciate delle Alpi. Le prime sono capre dal pelo bianco candido e dalla pelle rosa, molto diffuse per l’alta produzione di latte, mentre le Camosciate delle Alpi hanno un mantello fulvo, e sono apprezzate per la qualità del latte e la robustezza.
Il calo di produzione del latte è di circa 90 giorni e nell’allevamento biologico viene rispettato, anche se questo riduce la produzione del formaggio. Il pascolo è regolato dal metodo di rotazione, dove il terreno viene suddiviso in aree circoscritte, e in ognuna le capre tornano, sullo stesso pascolo, dopo cinquanta giorni. Questo per garantire all’erba di ricrescere, ma soprattutto per motivi sanitari, perché diminuisce il rischio di infestazioni di parassiti e malattie, che si concentrano nel terreno pascolato per lunghi periodi.
Andrea ha continuato dicendo che i nuovi nati bevono il colostro, la prima secrezione della ghiandola mammaria, prodotto nei giorni immediatamente successivi al parto, che svolge un’importantissima azione di difesa immunitaria e di nutrizione, e va somministrato entro le prime ore di vita.
Oltre a parlare del suo lavoro ha anche risposto alle tante domande che i presenti gli ponevano, spinti dalla curiosità di conoscere più a fondo un lavoro sì faticoso ma anche affascinante. E quando ha proposto di andare dalle capre al pascolo, tutti hanno accettato con entusiasmo. Forse più delle gemelline Ginevra e Caterina.
Arrivare da questi splendidi animali ed essere circondati da loro, è stato immediato. Anche se da entrambe le parti c’era curiosità mista a timore, qualcuno ha potuto accarezzarne il manto e qualcun altro ha avvicinato prudentemente una mano alle corna. Ma c’è stato anche chi si è lasciato annusare o “mangiare” il bordo di una manica. Dopo un tale piacevole incontro ravvicinato, che solo la presenza di Andrea ha permesso, il gruppo si è diretto alla stalla e alla sala mungitura ed infine all’agriturismo – fondamentale per andare avanti ha precisato il titolare – per incontrare Valeria, sua moglie, ristorarsi al gradevole tepore dei camini accesi e gustare il delizioso menù proposto.
Tutto è stato perfetto: l’accoglienza di Andrea e Valeria, il pranzo, la piacevole compagnia dei soci presenti.
Una domenica da ricordare con gioia.
Maria






