Sabato 9 marzo, Ornella, con la sorella Laura, Giordano, Consuelo e Maria si sono recati in visita alle telerie Sasso, di Mongrando.
Davide Sasso ci ha accolti con la consueta gentilezza, aprendoci le porte della sua azienda, affiancato subito dopo dalla sorella Simona e dalla signora Elena, sua madre e, successivamente, dalla moglie Anna, referente delle telerie.
L’azienda nasce negli anni ’70 con i genitori di Davide e Simona e da più di quarant’anni Telerie Sasso produce e vende al pubblico le tele tradizionali di Mongrando: tessuti di lino, canapa e cotone, al metro e confezionati. Mentre, per conto terzi, lavorano tessuti come la lana, la seta, il cashmere e altre fibre.
Davide ci dice che, per scelta, sono rimasti una piccola realtà, ancora a conduzione familiare e con un solo dipendente. Negli anni, hanno cambiato alcune macchine da lavoro per adattarsi ai tempi e alle nuove tecniche di lavorazione, anche se la politica dell’azienda rimane quella di mantenere, insieme alle produzioni più moderne, i tessuti “di una volta” con caratteristiche ormai introvabili nel loro genere, scegliendo filati di primissima qualità, cotoni doppio ritorti, tintura esclusivamente in filo, ricerca di fibre tradizionali come lino e canapa, conferendo al prodotto finito una ‘mano’ inconfondibile.
Doveroso fare “un giro” tra le macchine presenti, cominciando con l’orditoio, il quale, attraverso una operazione chiamata “orditura” prepara l’ordito, che rappresenta la base per il telaio, prelevando il filo da rocche di vari colori, o tinta unita, alternandoli in base all’impostazione data e avvolgendolo su un tamburo gigantesco. Quando si hanno metri sufficienti di ordito, vengono scaricati su un altro cilindro chiamato “subbio”, il quale è una parte del telaio da tessitura.
L’ordito preparato passa poi alla “macchina annodatrice”, la quale compie il miracolo di trovare il filo giusto e legarlo con precisione agli altri attraverso una combinazione di piccoli elementi meccanici.
Ottenuto il fascio annodato, si ha il telaio pronto per la tessitura, impostando, volendo, la macchina jacquard, la quale permette, con un solo movimento, l’alzata contemporanea di centinaia di fili a diversa evoluzione. Negli anni sono arrivati alla possibilità di personalizzare capi con la propria fotografia riprodotta su tessuto jacquard.
Di seguito Davide e Simona ci mostrano il telaio tradizionale a “licci”. Grazie proprio a queste parti del telaio è possibile creare tessuti, composti da ordito – i fili tesi
verticalmente – e trama – i fili che scorrendo orizzontalmente si vanno ad intrecciare con l’ordito.
E ancora, eccoci ad ammirare due piccoli telai a navette, non più utilizzati, che trasportano il filo di trama avanti e indietro.
Davide e Simona, nonostante abbiano proseguito con la tradizione e l’insegnamento dei genitori, hanno portato anche quei rinnovamenti all’azienda che hanno permesso di evolversi e rimanere competitivi. E quella stessa cura si ritrova nel confezionamento ‘su misura’ di biancheria per la casa, corredi e tessuti d’arredo.
Dopo aver ammirato un “archivio” di navette in disuso, siamo passati nel magazzino dove essi vengono confezionati. E’ il luogo dove Simona dà spazio alla propria ispirazione, creando capi che saranno esposti nell’adiacente punto vendita e dei quali ne conosciamo l’ottima qualità, la bellezza e l’originalità dei colori e dei disegni.
Così abbiamo concluso la nostra visita, grati alla famiglia Sasso per averci arricchiti di nuove e interessanti conoscenze.













