STORIA

Conosciuto fin dall'antichità per le sue proprietà aromatiche, la sua coltivazione orticola sembra risalire al XVI secolo. Ortaggio che appartiene alla famiglia delle Ombrellifere; il suo prodotto è la base del fusto avvolto da guaine bianche grosse e carnose che formano una specie di bulbo. É largamente coltivato in Italia. Le varietà più coltivate sono:

  • grosso bolognese
  • grossissimo di Napoli
  • grosso di Reggio
  • estivo di Ginevra 

 

PROPRIETA'

Il finocchio ha un sapore molto gustoso, quando lo si consuma crudo in insalata. É buono anche cotto, ma la cattura distrugge gran parte del suo sapore, dovuto alle essenze.

Del finocchio si utilizzano i semi in fitoterapia e la base della pianta in cucina.

Diuretico ed eupeptico, il finocchio è utile nel trattamento dei reumatismi e per l'eliminazione dei vermi intestinali. É anche un buon tonico da consigliare agli astenici. Altrettanto tonici i semi, che fortificano lo stomaco e l'intestino; inoltre sono espettoranti, leggermente lassativi, e favoriscono  la lattazione e l'eliminazione dei gas intestinali. Se ne fa una tisana, nella dose di un cucchiaino da caffè per una tazza d'acqua: bollire due minuti, lasciare in infusione per dieci minuti. Berne due o tre tazze al giorno.

Per uso esterno, le foglie di finocchio possono essere utilizzate come cataplasmi nei casi di occlusioni delle ghiandole mammarie. Con le foglie e i semi si può preparare una lozione per gli occhi, da utilizzare nelle forme di infiammazioni, congiutiviti, ecc.

 

CURIOSITA'

La comune distinzione tra finocchio femmina e finocchio maschio è solo formale: il primo è di forma allungata e il secondo di forma tondeggiante. Si ottiene il cosiddetto finocchio maschio, più apprezzato sotto l'aspetto merceologico perché meno fibroso e più carnoso, grazie al concorso di fattori ambientali associati alla natura del terreno e alla sua sistemazione superficiale e a un'adeguata tecnica colturale.