Un progetto di agricoltura sociale che trasforma terreni abbandonati in opportunità di inclusione, sostenibilità e filiera corta, promosso dalla ristorazione etica di LEAT EAT.
Il seme: un’idea nata dalla ristorazione sostenibile
In un territorio come quello biellese, segnato da un ricco passato industriale e da un patrimonio agricolo in parte dimenticato, nasce Terre.Abban.Donate, un progetto promosso dall’azienda LEAT EAT, realtà ristorativa nota per la sua vocazione alla sostenibilità e alla valorizzazione del locale.
L’idea è semplice nella visione, ma ricca di implicazioni: recuperare terreni agricoli abbandonati per restituire loro produttività, creando al contempo percorsi di inclusione sociale e rafforzando una filiera alimentare etica e a km0.
Come funziona il progetto
Il modello si basa su alcuni pilastri chiari:
- Individuazione dei terreni
Tramite accordi con privati, enti religiosi o comuni, vengono messi a disposizione terreni incolti o in stato di abbandono, spesso in comodato d’uso gratuito o tramite donazione temporanea. - Coltivazione biologica e sostenibile
I terreni vengono bonificati e coltivati con metodi biologici, privilegiando varietà locali e tecniche a basso impatto ambientale. - Inclusione lavorativa
Alle attività sono coinvolte persone in condizioni di fragilità – migranti, disoccupati di lungo periodo, persone con disabilità – che trovano qui formazione, accompagnamento e un’opportunità di riscatto sociale. - Circuito corto e chiuso
I prodotti (ortaggi, cereali, legumi, erbe aromatiche) vengono utilizzati direttamente nelle cucine di LEAT EAT e di altre realtà aderenti, completando un ciclo che dall’agricoltore arriva al consumatore senza intermediari. - Educazione e comunità
Il progetto apre le porte a scuole, gruppi e cittadini per giornate di volontariato, workshop e percorsi didattici su agricoltura, sostenibilità e alimentazione consapevole.
Impatto sul territorio: più di un orto sociale
Rigenerazione ambientale
I terreni recuperati tornano a essere presidi contro il dissesto idrogeologico, spazi verdi produttivi e habitat per la biodiversità.
Coesione sociale
Terre.Abban.Donate agisce come collante comunitario, coinvolgendo associazioni, cooperative sociali, volontari e istituzioni in un’azione collettiva di cura del territorio.
Economia circolare locale
Il progetto riduce la dipendenza da filiere lunghe, limita gli sprechi e sostiene un’economia reale, legata alla terra e alle persone.
Modello replicabile
La struttura flessibile e basata su partnership permette di estendere l’iniziativa ad altre aree del Biellese, diventando un caso studio per altre realtà territoriali.
Le voci del progetto
«Per noi di LEAT EAT, la sostenibilità non è solo una parola: è un impegno che parte dal piatto e arriva alla terra. Con Terre.Abban.Donate vogliamo chiudere il cerchio: coltiviamo ciò che serviamo, coinvolgendo chi ha più bisogno di una possibilità» – Marco (fondatore di LEAT EAT).
«Dopo anni di disoccupazione, qui ho ritrovato un ritmo, una dignità. E ora quando mangio una verdura so da dove viene, so che l’ho curata io» – Lucia, partecipante al progetto.
Perché è un esempio da seguire
In un’epoca di crisi climatica, spopolamento delle campagne e frammentazione sociale, Terre.Abban.Donate dimostra che è possibile:
- Riconnettere città e campagna
- Trasformare un costo sociale in una risorsa
- Creare modelli imprenditoriali che generano valore condiviso
Non si tratta semplicemente di un “orto sociale”, ma di un sistema integrato dove agricoltura, inclusione, ristorazione e educazione si alimentano a vicenda.
Come sostenere o partecipare
Il progetto è aperto a:
- Donatori di terreni (anche piccoli appezzamenti)
- Volontari per le attività agricole e di promozione
- Aziende interessate a sostenere la filiera
- Scuole per percorsi didattici
- Cittadini che vogliano conoscere da vicino l’iniziativa
Per informazioni:
📧 info@leateat.it | 🌐 sito web e social di LEAT EAT
📍 Biella e dintorni
Terre.Abban.Donate non restituisce solo fertilità alla terra, ma anche speranza e opportunità a una comunità. Un piccolo, ma significativo, esempio di come si possa fare impresa “con i piedi per terra” e con lo sguardo rivolto al futuro.